Il rimborso blackout bolletta luce di ARERA scatta in automatico dopo 8 o 12 ore di interruzione, a partire da 34,50 euro (luglio 2026).
- Soglia indennizzo: 8 ore nei comuni oltre 5.000 abitanti, 12 ore in quelli più piccoli
- Importo base: 34,50€, +17,25€ ogni 4 ore aggiuntive, fino a 240 ore
- Domanda: non serve, l’accredito è automatico in bolletta
- Danni a elettrodomestici o merce: vanno risarciti a parte, con richiesta documentata
- Freshness luglio 2026: Assoutenti ha chiesto ad ARERA un tavolo urgente sui blackout estivi
Con le ondate di calore di queste settimane sono tornati i blackout: frigoriferi spenti, negozi al buio, condizionatori fuori uso. Il rimborso blackout bolletta luce previsto da ARERA, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, scatta senza bisogno di presentare domanda quando l’interruzione supera le soglie fissate dal Testo Integrato della qualità del servizio elettrico.
Rimborso blackout bolletta luce: quando scatta l’indennizzo ARERA
L’indennizzo scatta quando il distributore non ripristina la corrente entro 8 ore nei comuni sopra i 5.000 abitanti, o entro 12 ore in quelli più piccoli.
Il diritto al rimborso riguarda le interruzioni senza preavviso, cioè i guasti improvvisi sulla rete di distribuzione, non i distacchi programmati comunicati in anticipo. Le soglie temporali cambiano in base alla dimensione del comune, perché in un centro piccolo il ripristino richiede più tempo per motivi logistici. Se la corrente torna ma salta di nuovo entro un’ora dal ripristino, ARERA considera le due interruzioni come un unico evento continuativo, sommando le durate ai fini del calcolo dell’indennizzo.
- Comuni ad alta e media concentrazione (oltre 5.000 abitanti): soglia di 8 ore consecutive
- Comuni a bassa concentrazione (fino a 5.000 abitanti): soglia di 12 ore consecutive
- Interruzioni ravvicinate: se la luce salta di nuovo entro un’ora dal ripristino, si sommano come un solo evento
Cosa succede se il blackout dura più giorni?
Oltre le 240 ore complessive di interruzione, l’indennizzo automatico non cresce ulteriormente: quella soglia rappresenta il tetto massimo conteggiato da ARERA. Per i disagi che vanno oltre il semplice indennizzo, come un guasto agli impianti causato dal blackout, resta comunque possibile chiedere un risarcimento separato al distributore, da documentare caso per caso.
Se il blackout ti ha fatto notare quanto pesa la bolletta sul budget di casa, può essere anche il momento buono per confrontare le offerte luce disponibili nella tua zona e verificare se la tariffa attuale è ancora quella più conveniente.
Quanto vale il rimborso e come si calcola
Per i clienti domestici in bassa tensione l’indennizzo parte da 34,50 euro e cresce di 17,25 euro ogni 4 ore di interruzione aggiuntiva.
Il calcolo è progressivo: alla base di 34,50 euro si aggiunge uno scaglione di 17,25 euro ogni 4 ore oltre la soglia iniziale. In una grande città, dove la soglia è di 8 ore, un blackout di 16 ore fa scattare 34,50 euro più due scaglioni da 17,25 euro, per un totale di 69 euro. Per le utenze non domestiche e in media tensione, come negozi e piccole attività, gli importi base previsti da ARERA sono più alti.
Bassa tensione: è la fornitura standard delle abitazioni private, con potenza impegnata fino a circa 6 kW. Le utenze commerciali o industriali più grandi rientrano invece in media o alta tensione, con soglie di indennizzo diverse.
Secondo ARERA, il cliente domestico in bassa tensione ha diritto a un indennizzo automatico di 34,50 euro, incrementato di 17,25 euro ogni 4 ore aggiuntive di interruzione, fino a un massimo di 240 ore. Confronta le tariffe luce sul comparatore per capire quanto puoi risparmiare ogni mese, non solo in caso di guasto.
Come e quando arriva l’accredito in bolletta
Il distributore accredita l’importo in automatico nella prima bolletta utile, tramite il fornitore, senza bisogno di presentare reclamo.
Il cliente non deve fare nulla: è il distributore locale a verificare la durata dell’interruzione e a comunicare l’importo dovuto alla società di vendita, che lo inserisce nella prima fattura utile dopo la verifica dell’evento. Conviene comunque controllare la bolletta nei due o tre mesi successivi a un blackout prolungato, perché i tempi di verifica possono variare e un accredito mancato va segnalato al fornitore con la data e la durata dell’interruzione annotate.
Danni a elettrodomestici e negozi: indennizzo o risarcimento?
L’indennizzo copre il disagio dell’interruzione, non i danni materiali: per frigoriferi rotti o merce deteriorata serve un risarcimento a parte.
Se il blackout o uno sbalzo di tensione brucia un elettrodomestico, rovina la merce di un negozio o ferma la produzione di un’azienda, il ristoro economico non è automatico. Bisogna rivolgersi al distributore, documentare il danno con foto e scontrini, e dimostrare il nesso causale tra l’interruzione e il guasto, eventualmente rivolgendosi alla giustizia civile se il distributore respinge la richiesta. È la differenza sostanziale tra l’indennizzo standard, uguale per tutti i clienti colpiti, e il risarcimento del danno effettivo, che va sempre provato caso per caso.
Attenzione: conserva scontrini, foto del danno e l’orario esatto del blackout. Senza queste prove, la richiesta di risarcimento al distributore rischia di essere respinta.
Cosa fare ora
Sui blackout di queste settimane è intervenuta anche Assoutenti, che ha chiesto ad ARERA di aprire un tavolo urgente con distributori, fornitori, esercenti e consumatori per definire un piano di emergenza e indennizzi ulteriori rispetto a quelli standard già previsti. In attesa di eventuali novità, la prima mossa resta segnare la durata dell’interruzione e controllare la bolletta successiva.
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Domande frequenti
Scatta quando l’interruzione senza preavviso supera 8 ore nei comuni oltre 5.000 abitanti o 12 ore in quelli più piccoli, secondo le regole ARERA.
Per i clienti domestici in bassa tensione parte da 34,50 euro, con 17,25 euro in più ogni 4 ore aggiuntive, fino a un massimo di 240 ore.
No. L’indennizzo copre solo il disagio dell’interruzione: i danni materiali vanno richiesti a parte al distributore, documentati con prove.
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